Vai al contenuto principale

Giovanni Paone: la visione che unisce digitale, TV ed eventi

27 maggio 2026

L'imprenditore napoletano guarda alla transizione come a un ecosistema fatto di tecnologia, informazione e confrontoNAPOLI. Dalla gestione cartacea ai flussi digitali in tempo reale, il settore ambientale sta vivendo una delle trasformazioni più profonde degli ultimi decenni. L'introduzione del RENTRI e la progressiva digitalizzazione dei processi stanno cambiando il modo in cui imprese, operatori e istituzioni gestiscono tracciabilità, controlli e organizzazione del lavoro.


In questo scenario, Giovanni Paone, amministratore unico di Zucchetti Ambiente, osserva il cambiamento da una posizione privilegiata. Con oltre trent'anni di esperienza nel settore e una delle realtà italiane più specializzate nello sviluppo di software per la gestione ambientale, Paone racconta come la transizione digitale rappresenti oggi una grande opportunità di semplificazione, efficienza e trasparenza. Il tutto dalla sede della sua azienda a Marigliano, in provincia di Napoli.
Non solo tecnologia, però. Accanto all'attività imprenditoriale, c'è anche un importante lavoro di divulgazione e confronto portato avanti attraverso Ricicla TV e il Green Med Expo & Symposium, realtà che negli anni hanno contribuito a diffondere una nuova cultura dell'economia circolare.
In questi mesi si parla molto di digitalizzazione del settore ambientale.

Quanto è importante questa fase di transizione?
«La digitalizzazione rappresenta un passaggio decisivo per tutto il comparto della gestione dei rifiuti. Non è soltanto un adempimento normativo, ma un cambiamento strutturale che introduce semplificazione, automazione e maggiore trasparenza. Con il RENTRI stiamo entrando in una nuova fase: le imprese possono gestire processi amministrativi e logistici in maniera molto più efficiente, mentre le istituzioni hanno finalmente accesso a dati attendibili e praticamente in tempo reale. Per anni il settore ha lavorato con strumenti cartacei, con procedure lente e complesse. Oggi invece parliamo di flussi digitali, automatismi e conservazione a norma. È una trasformazione che richiede adattamento, ma che porterà vantaggi concreti a tutti gli operatori».

Zucchetti Ambiente è considerata una delle realtà di riferimento in questo settore. Da dove nasce questa esperienza?
«La nostra storia parte da lontano. L'azienda è stata fondata nel 1988, quando il settore della gestione dei rifiuti era ancora agli inizi. Le prime richieste arrivavano dai gestori di discariche, in un periodo in cui la normativa era ancora in evoluzione. Con l'introduzione delle prime leggi di settore e successivamente con il Decreto Ronchi, il comparto ha vissuto una profonda riorganizzazione. Noi abbiamo accompagnato questa evoluzione sviluppando soluzioni software dedicate alla gestione ambientale, crescendo insieme al mercato fino a diventare una delle principali realtà italiane specializzate nella digitalizzazione del settore».

I1 2026 è stato, ed è, un anno spartiacque per il settore della gestione dei rifiuti. Quali sono stati i principali cambiamenti per le aziende?
«Inizialmente ci sono state alcune difficoltà fisiologiche, come accade in ogni grande transizione tecnologica, ma oggi il sistema sta mostrando con chiarezza i suoi benefici. Pensiamo soltanto al vecchio registro cartaceo: bisognava numerare i fogli, vidimarli in Camera di Commercio, stampare tutto nei tempi previsti dalla normativa e poi conservare fisicamente la documentazione. Oggi molte di queste operazioni vengono eseguite automaticamente, in digitale. Lo stesso vale per iformulari digitali: una volta completata la procedura, il documento entra direttamente nel flusso di conservazione a norma.
Questo significa meno attività manuali, meno margini di errore e maggiore velocità operativa.
Nel corso di qualche mese tutte le difficoltà iniziali svaniranno».

Qual è oggi la vera sfida della digitalizzazione?
«La sfida non è la tecnologia in sé. Gli strumenti funzionano e i vantaggi sono evidenti. Il vero tema riguarda il coinvolgimento di migliaia di operatori, produttori e imprese che devono acquisire familiarità con nuovi strumenti digitali. Parliamo di un cambiamento culturale prima ancora che tecnologico. Però sono fiducioso: già oggi molte delle difficoltà iniziali stanno scomparendo e nei prossimi mesi tutto diventerà ancora più semplice e naturale».

Ci sono numeri che raccontano questa trasformazione?
«Sì, e sono numeri importanti. Attualmente come Zucchetti Ambiente gestiamo circa 12-13 mila fir digitali al giorno inviati in conservazione a norma. E un dato in continua crescita. Con l'estensione progressiva degli obblighi previsti dal RENTRI, ci aspettiamo di arrivare ad almeno 30 mila fir digitali giornalieri. Questo significa che il processo di digitalizzazione sta entrando realmente nella quotidianità delle imprese italiane del settore. Sono numeri che confermano anche il ruolo che abbiamo costruito nel tempo come partner tecnologico del settore ambientale».

II percorso di digitalizzazione è destinato a proseguire?
«Assolutamente sì. La prossima tappa sarà quella della geolocalizzazione integrata nei formulari digitali, prevista nella fase finale della transizione. Attendiamo i decreti attuativi che definiranno le modalità operative, ma è evidente che il settore si sta muovendo verso un sistema sempre più integrato, trasparente e connesso. Credo che il 2027 rappresenterà il completamento definitivo di questa trasformazione digitale entrando nel piano dell'operatività. Solo allora potremo misurare pienamente tutti i vantaggi del nuovo sistema».
Accanto all'attività imprenditoriale c'è anche un forte impegno nella divulgazione e nell'informazione ambientale.
«Sì, è un aspetto a cui tengo molto. Da oltre dieci anni raccontiamo i temi della transizione ambientale e dell economia circolare attraverso Ricicla TV, che oggi rappresenta un punto di riferimento per operatori, istituzioni e stakeholder del settore. Sono orgoglioso del lavoro svolto dalla redazione guidata da Monica D'Ambrosio, che negli anni è riuscita a creare un 'informazione autorevole, chiara e concreta su temi spesso molto complessi. Da questa esperienza è nato anche il Green Med Expo & Symposium, un evento che mette insieme imprese, istituzioni e cittadini per discutere di ambiente, innovazione ed economia circolare. Credo che oggi sia fondamentale creare momenti di confronto capaci di raccontare questi cambiamenti in maniera costruttiva e accessibile. La settima edizione di questo importante evento si terrà a Napoli alla Stazione Marittima da oggi a venerdì».

Con quale spirito guarda al futuro?
«Con realismo, ma anche con grande fiducia. Questo è un settore complesso, che richiede resilienza, capacità di adattamento e visione. Noi continuiamo a investire nell'innovazione e nelle competenze. La transizione ecologica assomiglia a un grande cantiere invisibile: mentre tutti guardano il risultato finale, il vero cambiamento avviene dietro le quinte, nei processi, nei dati, nelle persone che ogni giorno fanno funzionare il sistema».

Giovanni Paone: la visione che unisce digitale, TV ed eventi | Comunicati Stampa | GreenMed