
Green Book 2026, il check up annuale alla salute dei rifiuti urbani: gap di impianti in buona parte dell'Italia
28 maggio 2026
Un volume di 150 pagine, fitto di dati, tabelle e grafici che, come ogni anno, aggiornano il quadro della gestione dei rifiuti urbani nel nostro Paese. Il Green Book 2026 è realizzato da Utilitatis , il centro studi di Utilitalia, l'associazione italiana delle utilities pubbliche, quest'anno in collaborazione con Ispra, e con il supporto di ENEA, Centro di coordinamento RAEE, CAP, IREN e PLURES.
Utili per il lettore il capitolo sulla analisi del contesto legislativo e regolatorio e quello sui dati di gestione, in buona parte ripresi dal Rapporto Rifiuti Urbani di Ispra. Si riduce la discarica (ma valore ancora doppio del target 2035), stabile l'incenerimento, in crescita il riciclaggio. Export ancora elevato nei rifiuti urbani. Nel 2024 sono stati esportati 1,3 milioni di tonnellate di rifiuti urbani di cui il 38,3% rappresentato da Combustibile Solido Secondario e il 28,4% da rifiuti derivanti dal trattamento meccanico, a conferma del deficit impiantistico nella filiera di recupero energetico nazionale.
Come ogni anno particolarmente originali e interessanti i capitoli sulla Governance del servizio (EGATO, affidamenti, gestori, integrazione del servizio), sui dati economico finanziari (bilanci, produttività, indicatori di performance dei gestori), sugli investimenti del settore, sui bandi di gara e infine sulla regolazione e articolazione tariffaria, quindi sulla spesa delle famiglie. L'appendice tematica è dedicata alla Terra dei Fuochi. Governance A 30 anni dalla approvazione del Decreto Ronchi resta ancora incompleto il disegno di riorganizzazione dei servizi su base di Ambito Territoriale ottimale.
La Lombardia ha scelto di non istituirli, alcune regioni non l'hanno ancora fatto (Campania, Calabria, Lazio), alcune altre li hanno costituiti ma non sono ancora operativi (Piemonte, Trentino, Liguria). Di fatto solo alcune regioni hanno una Governance consolidata. Funzionamento dei sistemi EPR A pochi giorni dall'entrata in vigore del nuovo accordo ANCI CONAI un capitolo centrale del rapporto è dedicato all'analisi della diffusione dei sistemi di responsabilità estesa del produttore nel mondo dei rifiuti urbani e ai meccanismi di copertura dei costi del servizio da parte dei vari soggetti a partire da CONAI per gli imballaggi. Il Green Book riporta l'analisi dei dati MUD 2024 sottesi alle determinazioni delle entrate tariffarie MTR-3, dati che mostrano che i costi medi di raccolta e trattamento variano sensibilmente tra le diverse frazioni: da 242-278 /tonnellata per il vetro e 273-302 /tonnellata per carta e cartone, fino a 436-534 /tonnellata per gli imballaggi in plastica, dove l'incidenza delle frazioni estranee pesa maggiormente sulla variabilità dei costi. Una fotografia che già segnala, come sottolinea lo stesso rapporto, alcune incongruità con i dati del Rapporto Ispra, ma che sorprattutto deve essere messa in confronto con quanto il sistema EPR riconosce ai comuni/gestori a copertura dei costi sostenuti (almeno l'80% per la Direttiva).
Per adesso il Green Book la prende larga: «L'effettiva applicazione del principio chi inquina paga richiede quindi che i sistemi EPR assicurino la corretta copertura dei costi efficienti sostenuti dai gestori lungo la filiera del post-consumo, come riconosciuti nei PEF approvati secondo la disciplina ARERA, evitando che gli oneri della circolarità siano trasferiti impropriamente sulla tariffa e sugli utenti finali. Tale obiettivo può essere raggiunto anche mediante una modulazione del CAC che tenga conto della riciclabilità del rifiuto superando il parametro sintetico del costo medio».
Investimenti Nel 2024, le aziende del settore hanno realizzato complessivamente circa 2 miliardi di investimenti, con le aziende di grandi dimensioni che trainano gli investimenti: più che raddoppiati tra il 2016 e il 2024, anche se nel 2024 si registra un piccolo arretramento. Il fabbisogno impiantistico è rilevante in Italia, specie nelle filiere del recupero della frazione organica e nel trattamento della frazione indifferenziata a recupero energetico. Un gap concentrato nelle regioni del centro sud, che pure stanno definendo piani di investimento importanti, con una pipeline di impianti di digestione anaerobica importante e i nuovi impianti di incenerimento previsti a Roma, ma anche in Sicilia e i Calabria. Affidamenti e gare d'appalto Nonostante i passi avanti registrati negli ultimi anni, il processo di attuazione della governance il 39% della popolazione è servito da società affidatarie tramite gare d'appalto e il 62% dei bandi è stato indetto dai Comuni, il 96% dei quali con affidamento del servizio per un solo Comune.
Le gare per l'affidamento del servizio hanno una durata media inferiore ai 5 anni, evidenziando una visione di breve periodo del servizio, con scarsi investimenti, concentrata su affidamenti nel segmento della raccolta e trasporto e solo marginalmente sulla parte impiantistica. Le gare d'ambito, pur rappresentando una quota residuale del totale, interessano circa 7 milioni di abitanti e un valore su base di gara pari a 16 miliardi di euro. Dimensioni economiche del settore Nel 2024, il fatturato del settore ha raggiunto circa 19 miliardi di euro, equivalente a circa l'1% del PIL nazionale, impiegando più di 122 mila addetti diretti.
I gestori integrati generano il 33% del fatturato complessivo. Le aziende con fatturato più elevato, pur rappresentando una quota minoritaria del campione, ottengono le performance economico-finanziarie migliori Gettito TARI e spesa delle famiglie La TARI nel 2025 è stata pari a 333 a livello nazionale con forti differenze territoriali. Mentre il Nord presenta una TARI media pari a 288 , il Centro e il Sud registrano rispettivamente un valore di 358 e 378 , superiori alla media nazionale. I divari nella spesa riflettono condizioni locali, assetti gestionali, dotazione impiantistica e livelli diversi di maturità industriale del servizio
La sostenibilità economica del sistema richiede quindi un equilibrio tra efficienza industriale, qualità ambientale, corretta allocazione dei costi, investimenti e tutela degli utenti finali.
